Delia Gambelli

(Valeria Pompejano)

Delia Gambelli era nata a Senigallia il 18 luglio del 1940 e ci ha lasciato il 12 aprile di quest’anno.

Allieva di Giovanni Macchia, si è laureata alla Sapienza di Roma con una tesi su Raymond Queneau. Ha presto intrapreso la carriera universitaria ed è stata Ricercatrice dal 1980, Professore associato dal 1998, quindi ordinario dal 2004 nello stesso Ateneo romano. Ha svolto un’intensa e ininterrotta attività di ricerca il cui nucleo centrale è rappresentato dalle appassionate analisi dei testi di Molière e del teatro francese del Seicento. L’importante studio Arlecchino a Parigi, accompagnato dall’edizione e commento critico dello Scenario di Domenico Biancolelli per mano di Thomas-Simon Guellette (1993-1997) ha costituito l’architrave nonché il riferimento ineludibile per la conoscenza degli avventurosi percorsi delle compagnie teatrali italiane in terra di Francia tra 500 e 600 fino ai trionfi alla corte del Re Sole e all’incontro coi destini del maggiore commediografo classico. Ai tre volumi del ponderoso studio filologico fa eco infatti l’edizione Marsilio del Dom Juan con traduzione a fronte, curata in collaborazione con Dario Fo.

I numerosi studi nei quali Delia si è addentrata nelle trame profonde del testo molieriano con il suo acuto e raffinato sguardo critico sono stati riuniti nel “Liber amicorum” Vane carte del 2010 che alcuni di noi hanno voluto offrirle in occasione del suo settantesimo compleanno. Emerge dall’insieme un’indagine coerente delle relazioni intertestuali che legano il teatro di Molière a quello dei suoi contemporanei: primo fra tutti quello tragico del “frère ennemi” Racine, oltre che naturalmente alla commedia italiana “all’improvviso” in quell’incontro continuo e proficuo delle due lingue e culture che definisce il teatro di Molière nella geniale sintesi inventata da Delia come “la scena degli incroci”: di generi, forme, audaci innovazioni e antico.

Parallelamente ai lavori sul teatro classico, Delia Gambelli non ha tralasciato i suoi autori prediletti, da Queneau a Laclos e Rousseau, a Baudelaire e Mallarmé. Ne sono scaturiti la pubblicazione del volume sul Romanzo epistolare in Francia nel Settecento, scritto in collaborazione con Letizia Norci Cagiano e (con me) Valeria Pompejano; l’ideazione di Convegni internazionali e la cura dei relativi Atti, tra i quali Le Théâtre en musique. L’Opéra et l’Opéra comique (1600-1762); Raymond Queneau. La scrittura e i suoi multipli; e ancora l’organizzazione di Colloqui internazionali come quello su “Orti e giardini nelle letterature e nelle arti europee” presso l’Accademia dei Lincei, o quello sui “Revers de fortune nella letteratura francese del Settecento”.

Nel corso della sua carriera universitaria è stata socio corrispondente della SUSLLF e del Seminario di Filologia francese i lavori dei quali ha sempre seguito con assiduità e attiva partecipazione. Tra i fondatori dell’Associazione Sigismondo Malatesta, ha dato vita ai più importanti Colloqui di Letterature comparate e ai Seminari sul teatro europeo dell’Associazione medesima.

La sua vivida sensibilità critica l’ha portata a cogliere le consonanze sottili che legano letteratura, musica e natura e se i Convegni prima evocati ne sono la concreta manifestazione, la misteriosa linfa che le intreccia in un gioco caleidoscopico di analogie emerge nell’analisi di ciascuno dei testi studiati e segnatamente nella Nouvelle Héloïse.

Viandante curiosa dei segreti sentieri della parola letteraria, Delia ci ha proposto il suo personalissimo metodo di ascolto del testo, fatto di lampi rivelatori e accordi struggenti: così come rivelatrice e struggente è stata l’intelligenza affettiva, la squisita umanità con cui ha saputo avvolgere in un abbraccio dello spirito chi ha avuto la fortuna e la grazia della sua amicizia. Parafrasando la dedica a Franca Rame che scrisse donandole il suo Arlecchino a Parigi, vogliamo oggi rendere omaggio alla nostra Delia: “studiosa risplendente e splendida persona”.