E’ un atto dovuto per me quello di commemorare Emma Stojkovic Mazzariol di cui sono stata l’assistente per 14 anni, dal 1971 al 1985.
Emma Stojkovic nasce il 26 maggio 1924 a Gorizia. Compie gli studi superiori al liceo classico Pietro Orseolo, sede distaccata del liceo Marco Polo al Lido, prende la licenza liceale nel 1941. Sono tempi di guerra e per paura dei bombardamenti Emma si trasferisce a Venezia in un collegio di suore, si iscrive prima all’università di Padova a Chimica industriale poi cambia e sceglie la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Ca’ Foscari.
Nel 1947 ottiene una borsa di studio dal governo francese per raccogliere il materiale per la sua tesi su l’opera poetica di Pierre Reverdy e si reca a Parigi durante l’estate .
Il 15 novembre del 1948 si laurea in Lingua e Letterature straniere con una tesi dal titolo L’oeuvre poétique de Pierre Reverdy, il suo relatore è il Prof Italo Siciliano, noto a tutti come grande medievalista e Magnifico Rettore di Ca’ Foscari per 18 anni (1953-1972), Si laurea col massimo dei voti e la lode con pubblicazione della tesi che avviene a spese dell’istituto nel 1951.
Viene subito assunta come lettrice supplente (così si diceva allora ) ovvero assistente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Venezia. Svolge attività didattica, corsi teorici e pratici di lingua francese, letture di testi letterari, nonché assistenza seminariale agli studenti.
Nel 1952 vince una borsa di perfezionamento del Rotary Club Internazionale 87mo Distretto per laureati in Lingue.e Lettere .
Dal 1953 al 1957 è lettrice incaricata di Lingua francese .
Nel 1956 vince il pubblico concorso, nazionale, di lettrice ordinaria di Lingue e Letteratura francese presso la cattedra di Lingue e Letterature Francese di Ca’Foscari.
Dal 1958 diventa assistente universitaria (20-04-1958)
Nel 1966 ottiene la libera docenza in Lingue e Letterature Francese. Viene nominata libera docente (10-12-1966)
Da tale anno fa parte della SUSSLF, sono quindi 49 anni che è socia della nostra società.
Dal 1968 al 1973 è professore incaricato di Lingue e Letteratura francese poi viene stabilizzata nel 1973.
Nel 1976 vince il concorso a cattedra , diventa professore straordinario, (1-06-1976) poi ordinario ( 1-06-1979) di Lingua e Letteratura Francese.
Dal 1979 al 1996, sarà professore ordinario, sempre a Ca’ Foscari. Nel 1996 va in quiescenza ( 1-11-96)
Le sue pubblicazioni non sono molto numerose ma sono di altissimo livello e di grande univocità scientifica e didattica . Seguendo la via tracciata dal suo maestro Italo Siciliano, si può cogliere sin dall’inizio dei suoi studi un grandissimo interesse per i testi medievali a carattere popolare, la cui lingua è molto variegata, in movimento, spesso allusiva ed elusiva, con riferenze simboliche complesse e mescolanza di registri diversi. Emma Mazzariol tradurrà e interpreterà con grande cura les mystères, les passions, les chansons de geste, les miracles e les farces. I suoi primi corsi da professore verteranno su queste forme del discorso drammatico, purtroppo non sono stati pubblicati, sono rimasti allo stato di “dispense” dattiloscritte e rilegate - personalmente le conservo gelosamente, - perché ricchissime di informazioni, di spunti critici e di una scrittura critica già molto raffinata.
In seguito, Emma Mazzariol allargherà il suo campo di ricerca e continuerà ad appassionnarsi per questa lingua popolare e farsesca, a doppio senso, “la lingua dei giullari, scanzonata e beffarda” , quella di François Villon, essenzialmente, ma anche quella di Rabelais, altro autore prediletto, ricordo un bellissimo corso intitolato Rabelais o l’ambiguità del segno, le Tiers livre (1976-77), anche quello mai pubblicato.
Dal discorso drammatico, Emma Mazzariol passerà poi al discorso narrativo medievale e quattrocentesco, al racconto breve e alla novella. Darà una lettura critica e una traduzione parziale di Le petit Jehan de Saintré d’Antoine de la Sale, (1517), testo molto citato dagli specialisti delle origini del romanzo, ma poco studiato nelle sue forme contrastate , discorso e controdiscorso , al livello narrativo e formale. Emma, secondo il suo metodo di ricerca, va “au coeur du texte “, lo sviscera, e ne da una lettura filologica nuova .
Negli anni 1968-70, la critica letteraria italiana era ancora imperniata sul modello francese, fortemente storicizzata, dell’homme et l’oeuvre . Emma Mazzariol, con la sua grande esperienza di traduttrice, presta invece un vero e autentico ascolto al testo, alla parola viva che può essere anche “ inganno della parola o disarmonia della parola ” come lo evidenzierà nella sua lettura del Testament. Questa è la linea maestra che lei seguirà nell’affrontare il difficilissimo testo poetico di Villon al quale dedicherà tutta la sua vita di ricerca dal 1966 circa fino al 2000.
Tre saranno le edizioni prestigiose delle opere complete di Villon, col testo a fronte , presso la Mondadori, nella bella collana dei Meridiani. La prima del 1971, la terza del 2000, edizione completamente rinnovata e accresciuta, la seconda del 1981, sarà invece una edizione economica ma non di minor pregio, perché elaborata secondo gli stessi criteri di ricerca. Il poeta veneziano Attilio Carminati collaborerà per anni , sette mi pare , in questa impresa poetica, ma la conoscenza profonda dell’opera completa di Villon, la valutazione dei testi da inserire - certe ballades et les Poésies diverses per esempio - l’immane ricerca filologica, linguistica e letteraria è tutta opera di Emma Mazzariol.
Emma era curiosa di tutto e non a caso ha colto l’occasione che le ha offerto la casa editrice de Agostini di scrivere la prefazione a un piccolo ma prezioso libro d’arte nel 1983 su La Malmaison, celebre dimora di Joséphine de Beauharnais . Opera breve ma molto curata, con bellissime fotografie, che conoscerà anche una traduzione olandese nel 1989, di cui Emma non verrà a conoscenza.
Infine vorrei aggiungere che, come docente e collega, Emma è stata una grande maestra per tutti. Non c’era una sessione d’esame scritto in cui lei non ci desse la sua consulenza. Le correzioni erano momenti di incontro e di confronto estremamente proficui.
Emma non apparteneva all’era del computer, neanche a quella della macchina da scrivere, per lei solo la scrittura manoscritta contava, lo scrivere ogni giorno e bene, fare bene e lentamente il proprio lavoro di docente e di ricercatrice . Dalla sua isola - Emma era molto veneziana in questo senso - dalla sua bellissima casa, nel suo studio, lei viveva in un microcosmo alla sua misura, al suo ritmo ma aveva una grande curiosità per il macrocosmo, come i monaci medievali rinchiusi nella loro cella o, come Guido da Montefeltro nello studiolo del suo castello di Urbino. Le piaceva ricordare che Pascal scriveva : “l’infelicità deriva da una sola causa, dal non sapere starsene in pace, in una stanza” .
Quando è deceduta quest’anno il 6 marzo , colpita da una malattia irreversibile, degli studenti di 40 anni fa mi hanno scritto, esprimendomi il loro affetto, la loro ammirazione per Emma , la sua bellezza - era molto bella - il suo sapere, la sua amicizia. Luigi Pianca, fondatore dell’Alliance française di Treviso e allievo suo di tanti anni fa le ha dedicato questa poesia :
A Emma
Vinse di François [Villon] il sarcasmo e l’amore,
In un secolo di odio e violenza,
Lucido esempio di poesia e di cuore,
Lumi il genio e la mala scienza. In
Ogni aspetto hai rispettato il tema,
Nella versione concetto e stilema.
E la sua lingua fu la tua passione.
Luigi Pianca
Tutti siamo stati allievi di Emma.
Anne de Vaucher Gravili
Esprimo la mia gratitudine a Martina Mazzariol per i documenti forniti e le testimonianze personali.