Mariella Di Maio

Ricordo di Mariella Di Maio

di Marina Geat

È con molto affetto e gratitudine che ricordo oggi, a nome della SUSLLF, Mariella Di Maio. Ringrazio Patrizia Oppici di avermi dato questo incarico, in quanto ho avuto modo di conoscere e di apprezzare Mariella in vari momenti della sua carriera di docente e di studiosa della Letteratura Francese.

Nella mente della maggior parte di noi è certamente rimasta impressa la sua figura di donna forte, battagliera, coraggiosa, come ha dimostrato in molte circostanze della sua esistenza e soprattutto nei lunghi anni della malattia che, sebbene le rendesse più difficile gli spostamenti, non le ha mai fatto tralasciare la ricerca, la cura degli studenti e dei dottorandi, la frequentazione affettuosa e appassionata di amicizie intellettuali spesso di alto livello, in Italia come in Francia

Mariella Di Maio ha studiato con Giovanni Macchia e Massimo Colesanti, laureandosi in Lingue e letterature straniere moderne presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” con una tesi su Pierre Louÿs e i miti decadenti, oggetto di una delle sue prime pubblicazioni in volume (Roma, Bulzoni, 1979). Per dieci anni, dapprima come giovane contrattista, poi come ricercatrice, ha proseguito alla Sapienza la sua attività di docente e di studiosa. Profonda e finissima conoscitrice dell’Ottocento e delle tematiche del Decadentismo, Mariella Di Maio già in questa prima fase della sua carriera ha saputo coinvolgere nella sua passione rigorosa per la Letteratura Francese studenti e futuri francesisti che, come me, hanno frequentato numerosi le sue lezioni. Tra le sue pubblicazioni di questa fase della sua carriera occorre ricordare almeno il volume Oltre il viaggio. Letteratura francese minore fra Otto e Novecento, Roma, Bulzoni, 1983, cui farà seguito nel 1991, con un lucido ulteriore ampliamento di prospettive, la raccolta di saggi Modernités: de Delacroix à Valéry (Fasano-Paris, Schena-Nizet, 1991).

Dal 1988 al 1995 Mariella Di Maio è Professore Associato all’Università di Salerno, dove esercita un’attività entusiasta e coinvolgente di autentica animatrice culturale, con importanti aperture transdisciplinari e una rigorosa promozione della cultura francese tra i Colleghi e gli studenti della Facoltà di Lettere e filosofia e dell’intero Ateneo salernitano. Organizza convegni internazionali importanti, come quello su Roland Barthes nel 1990 (Roland Barthes: teoria e scrittura, a cura di M. Di Maio, Napoli, Edizioni scientifiche italiane,1992), o quello sui Naufragi nel 1992 (Naufragi. Storia di un’avventurosa metafora, a cura di M. Di Maio, Milano, Guerini e Associati, 1994), o ancora il convegno Addii. Testi di congedo/Congedi nei testi, nel 1994 (Addii. Testi di congedo/Congedi nei testi, a cura di M. Di Maio, R. Fedi, V. Cerami, Roma, Bulzoni,

1996). Invita a parlare al campus di Fisciano, facendo trarre agli studenti grandi vantaggi da questa apertura intellettuale, studiosi prestigiosi del calibro di Tzvetan Todorov, per citare soltanto un nome universalmente conosciuto.

Sin dagli anni romani e poi per tutta la vita Mariella Di Maio consacrerà una parte fondamentale della sua ricerca e della sua docenza all’opera di Stendhal, un autore con cui entra in consonanza intellettuale e affettiva profonda. Mariella Di Maio dedica a Stendhal articoli e volumi rigorosi e di vasto respiro, curando in Italia la traduzione della monumentale biografia di Michel Crouzet (Michel Crouzet, Stendhal. Il signor Me stesso, Roma, Editori Riuniti, 1997) e suscitando grande apprezzamento anche in Francia, tanto che sarà ripetutamente invitata (nel 1997-98, 2000-2001 e nel 2006) a svolgere corsi su tematiche stendhaliane all’ Université Paris IV-Sorbonne e Paris III-Sorbonne Nouvelle.

Dal 1996 Mariella Di Maio è Docente all’Università Roma Tre, Dipartimento di Scienze Politiche. Nel 2001 è nominata Professore ordinario. È inoltre membro del Collegio dottorale nella Sezione Studi Europei ed internazionali. La sua attività di ricerca e di insegnamento prosegue con generosità e dedizione anche negli anni in cui la malattia comincia a rivelarsi. I suoi corsi, frequentatissimi, sono sempre stati aperti, tra l’altro, all’intervento di colleghi francesi di alto profilo scientifico e intellettuale, con cui Mariella Di Maio ha intrattenuto vivissimi rapporti di stima e di amicizia; penso tra gli altri a Philippe Hamon, a Antoine Compagnon, a Yves Hersant, ad André Guyaux, dimenticandone certamente molti altri. Anche al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre Mariella organizza convegni internazionali importanti, come Dimenticare Dreyfus? nel 1998; Dire il politico/Dire le politique, nel 2000; Storia e storie, nel 2004 (Storia e storie, a cura di M. Di Maio, Matera, Altrimedia, 2009). Nel 2009 è invitata presso il Collège de France, dove svolge un seminario su Stendhal. Journal et lettres de Russie su invito di Antoine Compagnon.

La lista di alcune delle principali pubblicazioni di Mariella Di Maio, in Italia e in Francia, dà conto dell’ampiezza dei suoi interessi e dell’accuratezza del suo approccio critico. Ricordo soltanto, in aggiunta ai titoli già citati in precedenza, Stendhal: intérieurs, Fasano-Paris, Schena-Didier, 1999; Frontières du romanesque: Stendhal, Balzac, Paris, Classiques Garnier, 2012; Stendhal. Aux âmes sensibles. Lettres choisies, 1880-1842 (éd.), Paris, Gallimard, Folio classique, 2011. Oltre a questi lavori, ve ne sono due cui Mariella Di Maio ha consacrato molte delle sue energie di studiosa e dalle quali emerge con particolare evidenza l’ampiezza della sua visione sulle problematiche della letteratura francese e il rigore appassionato della studiosa. Si tratta del saggio Il cuore mangiato. Storia di un tema letterario dal Medioevo all’Ottocento, Milano, Guerini e Associati, 1996, poi tradotto in francese da Anne Bouffard come Le cœur mangé. Histoire d’un thème littéraire du

Moyen Âge au XIXe siècle, Paris, Presses de l’Université Paris IV-Sorbonne, 2005. E della prestigiosa edizione in tre volumi dei Romanzi e racconti di Stendhal per i “Meridiani” Mondadori (Milano, 1996; 2002; 2008). Per quest’ultima opera la SUSLLF le ha conferito nel 2008 il premio Saint-Vincent per la Francesistica (ex aequo con Alessandra Preda).

Occorre ricordare ancora che Mariella Di Maio, nel corso della sua carriera, è stata nel comitato di redazione de H.B. Revue internationale d’études stendhaliennes e de L’Année stendhalienne; membro del gruppo di ricerca sul Romanesque costituito dall’École des Hautes Études en Sciences Sociales, in collaborazione con l’Università di Chicago; che per i suoi meriti la Francia le ha attribuito il riconoscimento dell’Ordre des Palmes Académiques.

Il 26 giugno 2017 l’Istituto italiano di cultura a Parigi ha ricordato la scomparsa di Mariella dedicandole la giornata Stendhal et l’Italie. Hommage à Mariella Di Maio. Amici e colleghi ne hanno ricordato il ricco profilo scientifico, ma anche l’intensità con cui ha saputo infondere, negli studi francesi, interesse e passione per la «matière d’Italie». Di questo concetto faceva parte anche l’amatissima città di Diamante, in Calabria, dove Mariella era nata, dove trascorreva le sue vacanze, e che è divenuta, per suo tramite, un luogo quasi mitico per molti colleghi francesi.

Mariella Di Maio è scomparsa il 13 ottobre del 2016, lasciando certamente un grande vuoto scientifico ed umano nella francesistica italiana e internazionale.