Tiziana Goruppi

Avendo studiato a Pisa, il nome di Tiziana Goruppi mi è sempre stato familiare, ma è solo dopo aver concluso i miei studi universitari che, di fatto, ho avuto modo di conoscere Tiziana. E come tutti, credo, sono rimasta colpita dalla sua energia: tanto esile in apparenza quanto forte nella realtà. Una forza che scaturiva da tutto il suo essere: lo sguardo vivace, attento, penetrante e il sorriso sulle labbra accompagnavano sempre l'entusiasmo con il quale affrontava qualsiasi cosa facesse, dalle piccolezze legate al vivere quotidiano - che tuttavia non venivano mai sminuite - a quelle più impegnative legate al mondo accademico - che a loro volta non venivano mai sopravvalutate.

In questi ultimi anni, ho avuto occasione di condividere con Tiziana molti momenti di vita universitaria e ho potuto sperimentare da vicino il suo entusiasmo, certo, ma anche la sua passione e la sua generosità

Tiziana aveva un'innata capacità di coinvolgere le persone nelle imprese più variegate: due viaggi a Mosca sulle tracce del suo amato Napoleone sono state per me l'ennesima conferma! Trovarsi a Borodino, passeggiare proprio lì dove ha iniziato a offuscarsi l'immagine del Salvatore - come lei stessa ha definito Napoleone negli studi dedicati al suo mito letterario - restano per me un'esperienza unica.

Quell'entusiasmo e quella generosità si trasformavano in vera e propria dedizione quando si trattava di impegni più squisitamente istituzionali: quello per l'Orientamento - aveva la delega del Rettore per l'Università di Pisa per l'Orientamento in entrata; quello per il TFA - era stata sin dall'inizio l'interlocutore privilegiato della Regione Toscana, un impegno che, a malincuore, aveva dovuto lasciare per dedicarsi completamente all'ultimo, ma non per questo meno gravoso, compito: quello nella commissione per l'Abilitazione Scientifica Nazionale. Aboutissement del suo costante e prezioso impegno nelle nostre due associazioni, la Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese e il Seminario di Filologia Francese.

Tre impegni, un unico denominatore comune: il futuro. L'attenzione di Tiziana Goruppi per i giovani era sincera, poco le importava che fossero studenti universitari (le sue lezioni, sempre alle 8 di mattina, erano affollate), aspiranti insegnanti o studiosi che muovevano i primi passi nel mondo accademico. Disponibile con tutti, il suo impegno era concreto, positivo e sempre disinteressato. Credeva nell'importanza della formazione e ha sempre lavorato in questa direzione, e lo sa bene chi tra noi ha avuto l'occasione di condividere con lei prima l'esperienza delle SSIS e poi quella del TFA.

Da quell'osservatorio privilegiato che il "mestiere" di docente le offriva, riusciva a non allontanarsi mai dai giovani, aveva sempre il polso della situazione e manteneva costante il filo della conversazione con gli studenti, anno dopo anno. E nelle ore che hanno seguito la notizia della sua morte (eppure eravamo in vacanza, era il venerdì santo) i messaggi degli studenti - attoniti - si sono susseguiti, numerosi. Vorrei qui ricordare solo i suoi ultimi allievi sia quelli di Storia della cultura francese l'insegnamento, che la caratterizzava e che le consentiva di far confluire i suoi interessi culturali e scientifici, sia gli studenti del laboratorio di traduzione. Questi ultimi hanno potuto approfittare dell'esperienza di Tiziana, una traduttrice raffinata, dotata di una grande sensibilità letteraria, che è riuscita a trasmettere loro (oltre ai trucchi del mestiere) la passione con la quale lei stessa ha sempre affrontato il lavoro di traduzione.

Il 3 aprile scorso, la fine ineluttabile di una malattia che l'aveva colta, solo qualche mese prima, nel pieno delle sue attività e in particolare in un'altra impresa traduttiva dedicata alla scrittura femminile dell'Ottocento, per i tipi di Bompiani.

Vorrei concludere questo breve ricordo proprio con una frase di Tiziana tratta dalla "Nota del traduttore" ai Racconti di Maupassant:

Se è vero, come ha detto il conte di Buffon, che "lo stile è uomo", è l'uomo che il traduttore di Maupassant deve scovare negli angoli bui della sua scrittura, dove si nascondono ossessioni segnalate dalla presenza di una serie di "metafore personali", di termini-chiave che richiedono imperiosamente di essere rispettati: quando l'autore parla il traduttore deve ascoltarlo.

Così voglio ricordare Tiziana: sempre pronta all'ascolto.

Barbara Sommovigo

Vorrei aggiungere qualche parola come amica:

Abbiamo lavorato insieme per molti anni, all’Università di Pisa; l’amicizia che ne è nata conta fra le più convinte della mia vita. Non so di quante persone ciascuno di noi possa dire: “Mi fido totalmente di lei, le affiderei senza pensarci la mia stessa esistenza”; Tiziana era la persona al cui indirizzo avrei detto quelle parole senza ombra di dubbio. Era retta, chiara e decisa: i suoi accordi o disaccordi erano netti; così non c’erano mai ombre, né riserve. E chiara e decisa era la sua generosità, anche in rapporto a persone ignote: non solo colleghi, ma studenti stranieri coinvolti in attività universitarie sono stati ospitati da lei con immediata disponibilità.

Il suo amore della vita, il suo apprezzamento gioioso di tutto quanto il mondo può offrire di bello ne rende incredibile la scomparsa; e per quanti di noi l’hanno avuta vicina, un fardello difficilmente sostenibile.

Maria Teresa Giaveri