SUSLLF, ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA ROMA, 22 SETTEMBRE 2017
COMMEMORAZIONE DEL PROF. GIUSEPPE ANTONIO BRUNELLI (UNIVERSITA’ DI FIRENZE)
Nel lungo percorso umano e accademico di Giuseppe Antonio Brunelli, nato a Milano nel marzo 1922 e deceduto a Firenze nel 2016, docente universitario dal 1946 al ’96 con ‘attraversamenti’ed esperienze stanziali in diverse città e sedi, si può individuare un nucleo unitario e coerente, che è quello della devozione alla Letteratura francese e alla Poesia. Un filo continuo lega infatti, fin dagli anni Quaranta, con le drammatiche implicazioni dell’epoca, la sua produzione poetica e quella legata all’attività di studioso, alle quali si affiancava, in maniera costante, l’interesse per la traduzione di poesia. E questa molteplicità si poneva non in una dimensione conflittuale ma, similmente a quanto si verifica nel filone tutt’ora operante dei ‘poeti professori’, sotto il segno di una grazia creativa che penetrava la sua stessa, rigorosa, attività di ricerca filologica e letteraria.
Ripercorrendo la sua esperienza di studioso, va indicato come punto di partenza l’importante apprendistato critico attuato presso l’Università di Ginevra, dove fra il ‘43 e il ‘45 il giovane Brunelli fu allievo di Marcel Raymond. Seguirà, dopo il ’45, la funzione di assistente effettuata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, parallelamente, l’attività di consulente, traduttore e autore per l’Editore Garzanti. Inoltre, egli svolgerà negli anni ‘50 un intenso lavoro di ricerca presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, riguardante soprattutto i manoscritti di Valéry.
Le vicende universitarie, con la nomina a Libero Docente, lo porteranno successivamente e per un ampio arco di tempo al Sud, in Sicilia, dove negli anni ’60 sarà incaricato dell’insegnamento di Lingua e Letteratura Francese presso l’Università di Messina, alla Facoltà di Lettere e Filosofia e a quella di Magistero (qui Brunelli succedeva all’illustre bibliofilo Carlo Cordié, mentre nel ’67 gli subentrerà un altro ‘poeta-professore’, Maria Luisa Spaziani). Ma rimarrà poi più stabilmente alla Facoltà di Lettere dell’Università di Catania, nella quale eserciterà il suo insegnamento per quasi trent’anni come Professore Ordinario. In queste sedi si rivelerà particolarmente proficua di risultati la sua attività didattica, rivolta ad una numerosa popolazione di studenti specialisti di francese e nella quale professava di volta in volta impegnativi e articolati Corsi quadriennali: la scoperta, attraverso i testi, dei fenomeni letterari d’oltralpe aveva come risvolto un apprentissage metodologico ed era finalizzata ad un’armonica formazione linguistica, filologica e storico-letteraria. Infine, in un significativo itinerario di ritorno, la sua ultima destinazione universitaria lo condurrà, a partire dal 1987, verso il Centro Nord, a Firenze,dove su proposta dell’altro grande poeta, Mario Luzi, Brunelli svolgerà presso la Facoltà di Scienze Politiche gli anni conclusivi del suo insegnamento.
Quanto alla sua produzione, come si è visto posta sotto il duplice segno degli studi di francesistica e della scrittura poetica, con una contigua attività traduttiva, possiamo qui solo richiamare alcune opere esemplificative di tali sue profonde ‘postulations’. Come Quattrocentista, sono ancor oggi fondamentali i suoi studi su François Villon, in particolare quelli sul corpus delle Ballades di cui forniva il testo, l’analisi critica e delle puntuali, rigorose e al contempo sapide traduzioni dal medio francese all’italiano. In questo ambito appariranno anche le sue monografie su Antoine de La Salle e su Jean Castel, mentre l’altro versante dei suoi interessi toccava l’Ottocento, soprattutto con Baudelaire al quale, nell’ambito delle Fleurs du Mal, egli dedicherà un prezioso studio sulle composizioni de Les Limbes, ma anche attraverso vari contributi dedicati a Rimbaud e a
Mallarmé. A parte un lavoro su Voltaire et la Sicile , va soprattutto richiamato un volume di epoca successiva (Schena, 2007), contenente una serie di saggi che ruotano intorno a Il Canzoniere giovanile di Paul Valéry, ‘giovane poeta’ (1887-1892): attraverso nuove interpretazioni, vi si illuminano alcune importanti questioni relative alla poetica dell’autore de La Fileuse e del più noto Cimetière marin.
Parallelamente, le raccolte di poesia scandiscono i vari momenti dell’esperienza di vita di Giuseppe Antonio Brunelli, costituendosi come ”ancora di salvezza, vocazione”, e “via di fuga” - dirà lui più tardi - e rivelando un orientamento crescente verso la poesia religiosa. Allievo di Diego Valeri, dalle giovanili, ma già stilisticamente notevoli, sillogi di Se canto se rido se gioco (1948) e de Le cascate di agosto (1949, entrambe pubblicate da Garzanti), si giunge all’antologia L’amore e il tempo (Messina, 1964), dove le traduzioni dal Quattro al Cinquecento riportano nel solco dei suoi interessi di francesista. Alcune sue versioni dai Testaments di Villon sono edite da Scheiwiller (1948), mentre altre composizioni verranno inserite nell’Antologia poetica della Resistenza italiana (a cura di E.F. Accrocca e F. Volpini, 1955). Celebrano le sue compagne di vita, precocemente mancate, i volumi Per Giovanna e, in versione bilingue, Concerto per Palma. Fra i riconoscimenti a lui destinati, bisogna segnalare i numerosi e autorevoli scritti critici sui vari aspetti della sua opera, che compongono una nutrita bibliografia, e l’attribuzione di importanti Premi di Poesia come il Frontino Montefeltro.
In ambito francese, vanno ricordate in particolare le traduzioni di numerosi suoi testi, soprattutto da parte dell’altro poeta, italianista e amico Ben Félix Pino (Sicca Venier). Si aggiungano l’inclusione dello studioso nel Dictionnaire des lettres françaises (Fayard, 1964); la sua presenza negli Actes dedicati a Villon pubblicati dalla Bibliothèque de la Ville de Paris (1993), l’inserimento nella prestigiosa edizione dei Poètes d’Italie (Editions de La Table Ronde, 1999). Infine, nel pregevole volume antologico Rive nel tempo ( Helvetia, 2012) apparirà una fitta serie di traduzioni della sua poesia in spagnolo, con una sezione di saggi critici a lui dedicati insieme ad un’ampia, e per più aspetti rivelatrice, intervista, testimonianza di una preziosa esperienza personale e intellettuale che è quasi un ‘lascito’.
Infine, proprio nell’ultimo periodo della sua esistenza, un riconoscimento da lui molto apprezzato fu la nomina, nel febbraio 2013, a Socio d’Onore della SUSLLF, che sembrò suggellare la sua lucida e instancabile operosità.
Tracciare la ‘storia’ accademica del professore Giuseppe Antonio Brunelli, qui molto sintetizzata, è anche scoprire la trama di una cultura, di un affinato esercizio critico e, soprattutto, di una lunga, costante dedizione alla Letteratura, nelle sue diversificate e sempre feconde forme. E questo attraverso un privilegiato itinerario che rimanda a tutta una tradizione culturale, ad un gusto e ad una qualità di scrittura che hanno a suo tempo segnato la storia stessa di gran parte della francesistica italiana.
Maria Gabriella Adamo Università di Messina